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Phubbing nella Coppia: quando lo smartphone ci allontana dal partner.


Siamo seduti a tavola insieme, ma uno dei due controlla continuamente le notifiche. Stiamo raccontando qualcosa della nostra giornata e il partner, quasi automaticamente, abbassa gli occhi verso lo smartphone. Guardiamo un film insieme, ma ciascuno tiene in mano il proprio telefono.
Sono comportamenti ormai talmente comuni da sembrare normali.
Eppure possono avere conseguenze sulla qualità delle nostre relazioni.
Per descrivere questo fenomeno è stato coniato il termine phubbing, nato dall’unione delle parole inglesi “phone” e “snubbing”: ignorare o trascurare qualcuno perché la propria attenzione viene catturata dallo smartphone.
Quando questo comportamento riguarda una relazione sentimentale si parla spesso di partner phubbing.
Non significa che prendere in mano il telefono mentre siamo con il partner sia necessariamente un problema. Lo diventa quando l’interruzione diventa frequente e l’altra persona inizia a percepire di essere meno importante dello schermo.
La ricerca scientifica degli ultimi anni sta mostrando associazioni interessanti.
Una meta-analisi pubblicata nel 2025 ha riunito 52 studi, 58 campioni e 19.698 partecipanti, riscontrando associazioni negative tra partner phubbing e soddisfazione relazionale, qualità della relazione, intimità e percezione della disponibilità del partner.
Il punto, quindi, non è demonizzare la tecnologia.
Lo smartphone è uno strumento utilissimo e ormai indispensabile nella nostra vita. Il problema nasce quando invade sistematicamente quegli spazi nei quali dovrebbe esserci attenzione reciproca.

Perché il phubbing può fare male alla coppia?
Pensiamo a una conversazione.
Quando raccontiamo qualcosa al partner, cerchiamo inconsapevolmente segnali di partecipazione: lo sguardo, un sorriso, una domanda, un’espressione del volto.
Se invece l’altra persona guarda continuamente il telefono, questi segnali diminuiscono.
Uno studio pubblicato su Computers in Human Behavior ha evidenziato come l’associazione tra partner phubbing e minore soddisfazione relazionale possa essere spiegata anche da una maggiore sensazione di esclusione e da una minore percezione di responsività e intimità.

I piccoli segnali da osservare.
Il problema raramente inizia con ore trascorse davanti allo smartphone.
Può cominciare da piccoli automatismi: controllare una notifica mentre l’altro parla, appoggiare sempre il telefono sul tavolo durante la cena, interrompere una conversazione per rispondere immediatamente a un messaggio oppure utilizzare lo smartphone a letto senza accorgersi che sta sostituendo il dialogo.

Smartphone nemico della coppia? No.
Non è questo il messaggio.
La stessa tecnologia può essere utilizzata per comunicare, condividere esperienze e mantenere il contatto.
La ricerca suggerisce persino che l’utilizzo condiviso del telefono – per esempio mostrare al partner ciò che si sta guardando invece di escluderlo dall’interazione – possa attenuare alcuni effetti negativi associati al phubbing.
È quindi il modo in cui utilizziamo lo smartphone a fare la differenza.
Ritrovare l’attenzione reciproca
Un buon punto di partenza può essere osservare le proprie abitudini senza trasformare il telefono nell’ennesimo motivo di conflitto.
La domanda da farsi è semplice: quando siamo insieme, siamo realmente presenti?
Creare alcuni momenti nei quali lo smartphone rimane lontano può aiutare a restituire valore alla conversazione e alla presenza reciproca.
Riferimenti scientifici
Ni N. et al. (2025). A meta-analytic study of partner phubbing and its antecedents and consequences. Frontiers in Psychology.
Beukeboom C.J., Pollmann M. (2021). Partner phubbing: Why using your phone during interactions with your partner can be detrimental for your relationship. Computers in Human Behavior.
Roberts J.A., David M.E. (2016). My life has become a major distraction from my cell phone: Partner phubbing and relationship satisfaction among romantic partners. Computers in Human Behavior.

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