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Coppia e smartphone: creare momenti e spazi senza telefono per ritrovare l’intimità


Quanto tempo trascorriamo davvero insieme al nostro partner?
Non semplicemente nella stessa stanza, ma realmente insieme: parlando, ascoltandoci, guardandoci negli occhi, toccandoci o semplicemente condividendo un momento senza altre distrazioni.
È una domanda meno banale di quanto sembri.
Possiamo trascorrere un’intera serata sullo stesso divano e, contemporaneamente, vivere due esperienze completamente separate attraverso due smartphone.
La tecnologia ha modificato profondamente la gestione del tempo libero. Il telefono ci accompagna mentre mangiamo, guardiamo la televisione, andiamo a letto e persino nei momenti che un tempo erano naturalmente dedicati alla conversazione.
Il problema non è necessariamente quanto utilizziamo lo smartphone nell’arco della giornata.

Per una relazione può essere più importante capire quando lo utilizziamo.
La ricerca sul partner phubbing suggerisce infatti che le interruzioni digitali durante le interazioni possono essere associate a minore intimità, responsività e soddisfazione relazionale. Una meta-analisi del 2025 ha confermato, analizzando decine di studi, un’associazione negativa tra phubbing e diversi indicatori della qualità della relazione.
Da qui nasce un’idea molto semplice: non eliminare lo smartphone dalla nostra vita, ma creare alcuni confini:
-Stabilire momenti o aree della casa in cui il telefono passa in secondo piano può diventare un piccolo rituale della coppia.
-Una zona “phone free”
-Non serve trasformare tutta la casa in un luogo senza tecnologia. Si può scegliere un solo spazio; il tavolo da pranzo, ad esempio, può diventare il luogo nel quale entrambi lasciano lo smartphone altrove durante i pasti. Oppure si può decidere di non utilizzare il telefono quando ci si mette a letto.
Ciò che conta è che la regola venga condivisa, non imposta da uno dei due.

Creare momenti invece che divieti.
Dire “non usare il telefono” può facilmente essere percepito come un’accusa.
Molto diverso è proporre: “Dedichiamoci mezz’ora senza telefoni”.
Il primo approccio mette al centro il problema; il secondo mette al centro la relazione.
Si può iniziare con piccoli rituali: una cena senza schermi, una passeggiata, il caffè del mattino, mezz’ora prima di dormire oppure una serata settimanale dedicata alla coppia.

Riempire lo spazio liberato.
Mettere via il telefono funziona meglio se quello spazio viene utilizzato per qualcosa.
Parlare della giornata, cucinare insieme, ascoltare musica, programmare un viaggio, passeggiare o semplicemente stare vicini.
L’obiettivo non è creare una nuova regola rigida, ma recuperare occasioni di presenza.
Anche condividere lo smartphone può essere diverso dal phubbing.

C’è poi una distinzione interessante.
Guardare insieme fotografie, scegliere un ristorante, mostrare un video al partner o organizzare qualcosa attraverso il telefono è diverso dal chiudersi individualmente nello schermo.
Alcuni studi suggeriscono che il coinvolgimento del partner nell’attività digitale possa ridurre la sensazione di esclusione associata all’uso individuale del telefono.
La vera domanda, ancora una volta, diventa: lo smartphone ci sta avvicinando o ci sta separando?
-Ritrovare l’intimità nella quotidianità, l’intimità non nasce esclusivamente nei grandi momenti romantici.
-Si costruisce soprattutto nelle piccole interazioni quotidiane: raccontarsi qualcosa, ascoltarsi, ridere insieme, cercarsi con lo sguardo.
Proteggere alcuni di questi momenti dalle continue notifiche significa semplicemente restituire loro attenzione.
Riferimenti scientifici
Ni N. et al. (2025). A meta-analytic study of partner phubbing and its antecedents and consequences. Frontiers in Psychology.
Beukeboom C.J., Pollmann M. (2021). Partner phubbing: Why using your phone during interactions with your partner can be detrimental for your relationship. Computers in Human Behavior.
Wang X., Zhao K. (2023). Partner Phubbing and Marital Satisfaction: The Mediating Roles of Marital Interaction and Marital Conflict. Social Science Computer Review.

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