“Non provo più quello che provavo prima.”
È probabilmente una delle frasi più dolorose che possono essere pronunciate all’interno di una relazione.
Eppure il disinnamoramento raramente avviene da un giorno all’altro.
Nella maggior parte dei casi non esiste un momento preciso in cui l’amore “finisce”. Più frequentemente si verifica un processo progressivo nel quale cambiano emozioni, aspettative, comportamenti e percezione del partner.
Una relazione nasce spesso in una fase caratterizzata da curiosità, desiderio di conoscersi e forte investimento emotivo. Con il passare del tempo entra inevitabilmente nella quotidianità. Arrivano lavoro, responsabilità, problemi economici, figli, stanchezza, abitudini e difficoltà personali. Questo cambiamento è normale e non significa automaticamente che l’amore stia scomparendo. Il problema può emergere quando alla normalità della routine si aggiunge una progressiva perdita di connessione emotiva:
-Si parla sempre meno.
-Si smette di raccontarsi.
-Le attenzioni diventano rare.
-I problemi non vengono affrontati oppure ogni confronto si trasforma in conflitto.
Progressivamente, uno o entrambi i partner possono iniziare a sentirsi soli pur continuando a vivere all’interno della stessa relazione.
La ricerca sulle relazioni mostra che la stabilità di coppia dipende da molteplici fattori e non da una singola caratteristica. Una vasta meta-analisi condotta su 137 studi e 37.761 partecipanti ha identificato, tra i fattori maggiormente associati alla dissoluzione delle relazioni, elementi come livello di impegno, amore percepito, interdipendenza e senso di inclusione del partner nella propria vita.
Capire perché ci si disinnamora non significa quindi cercare una formula matematica dell’amore, significa comprendere quali dinamiche possono progressivamente indebolire il legame.
Quando smettiamo di sentirci ascoltati.
Una relazione ha bisogno di comunicazione, ma comunicare non significa soltanto parlare.
Significa percepire che ciò che diciamo interessa realmente all’altro. Quando questa sensazione viene meno per molto tempo può crescere la distanza emotiva.
Dare il partner per scontato.
All’inizio di una relazione prestiamo grande attenzione all’altro. Con il tempo possiamo inconsapevolmente convincerci che la relazione “ci sarà comunque”. Piccoli gesti, curiosità e riconoscimento possono diminuire. Il problema non è perdere l’intensità dei primi mesi: è smettere completamente di investire nel rapporto.
Conflitti mai risolti.
Litigare non significa necessariamente che una relazione sia destinata a finire. È il modo in cui il conflitto viene gestito ad essere importante:
-Problemi continuamente evitati o discussioni che non portano mai a una comprensione possono accumulare risentimento.
-Crescere in direzioni differenti.
-Le persone cambiano, cambiano obiettivi, desideri, priorità e progetti.
Una relazione può accompagnare questa evoluzione se i partner continuano a conoscersi anche mentre cambiano. Quando invece ciascuno costruisce una vita completamente separata, la distanza può aumentare.
Il disinnamoramento non è sempre inevitabile.
Accorgersi della distanza non significa necessariamente che la relazione sia terminata.
In alcuni casi può diventare il momento per interrogarsi su ciò che è cambiato e su ciò che entrambi desiderano. Quando la difficoltà diventa persistente, anche un percorso professionale di coppia può offrire uno spazio nel quale comprendere meglio le dinamiche relazionali.
Riferimenti scientifici
Le B., Dove N.L., Agnew C.R., Korn M.S., Mutso A.A. (2010). Predicting nonmarital romantic relationship dissolution: A meta-analytic synthesis. Personal Relationships.
Joel S. et al. (2020). Machine learning uncovers the most robust self-report predictors of relationship quality across 43 longitudinal couples studies. Proceedings of the National Academy of Sciences.
